Maghetta Streghetta – Under Distruction

Exogenesis Part III

Posted in Flickr, Foto, Musica, Ongaku by Iaia on 02/02/2010

Ascolta qui Exogenesis

Delle dita si muovono sui tasti e danno vita a exogenesis. Mi piacciono i Muse, penso.
Se escludiamo a quattordici anni quella imbarazzante perversione per Morrison non mi era mai successo di venerare qualcuno che fa musica. Anche La Roux per carità, ma.
Io che la musica l’ho sempre odiata per quasi quindici anni.

Sono dentro una stanza. C’è un gatto che mi fa paura, una signorina con dei capelli vaporosi e ricci che sembra grande. Avrà  venti anni ma io ne ho cinque.
E’ grande, eccome.
Il metronomo nero ticchetta ed io spero solo che quelle due ore finiscano in fretta perchè poi mangerò  delle cipster con nonna sul divano guardando Leonela. Sperando che Pedro Louis esca dal carcere perchè non è stato mica lui.
Fuori c’è un giardino bellissimo e tanti animali. Non voglio uscire lì e giocare tra l’erba.
Voglio un foglio di carta e disegnare l’erba. E voglio stare da sola. Ma l’erba deve essere rossa. Il verde mi fa paura.
Non voglio battere quattro quarti ma inventare storie, dare un nome ai tasti e saltare gridando pampulu pimpulu palim pampum; ma con qualche variante.
La signorina grande sale su per parlare al telefono, fisso il gatto e spero mi parli come Posi e Mega.
Silenzio.
Maghetta.
Io sono una Maghetta.

Parlo con i gatti e so il segreto della musica. Shhh avvicinati.I tasti suonano perchè sono innamorati delle dita e quel suono è il rumore dei loro baci.
Ed io li faccio baciare quando sono sola.
Le mie dita li baceranno solo con me che fa da testimone.
Ed è il motivo per cui non suono davanti a nessuno.
Cosa?
Al teatro Metropolitan?sì.
Ma erano baci forzati. L’ho fatto per mamma. Costretta. In effetti sarebbe meglio scrivere: costretta da mamma.

Gira la testa. Sono in quella stanza e ho cinque anni ma anche  in una scrivania con dei conigli di plastica. Sono più grande di quella signorina con i capelli ricci e vaporosi.
Ma molto più grande eh.
Quindi sono vecchia?

Mi guardo. Con i miei occhiali finti e il mio rossetto rosso e mi vedo.
Con la mia maglietta “End of the world” e il piccolo mostro godzilloso.
“Sei ridicola con quella maglietta” dice la bambina delle cipster che vuole scagionare Pedro Louis.
Un po’ vorrei picchiarla e consigliarle di uscire. Di giocare, sognare meno. Gridarle “Non sarai mai una maghetta” e al massimo con quella bacchetta ci potrai girare il sugo.
Vivere e suonare senza inventarsi stupidate di baci che hanno il suono di una melodia. Di essere sicura di sè e finirla una volta per tutte.

Un po’ vorrei tenerla stretta e consigliarle di fare esattamente lo stesso identico percorso.
Perchè la sensazione di voler disegnare l’erba rossa sarà la sua unica ragione di vita.

Per la prima volta.
Mi vedo e sento che è irrefrenabile la voglia di piangere.
Un’esplosione di felicità.
Io sono guarita.
Io ce l’ho fatta.
Io sto bene.

Ho comprato un telecomando per fotografarmi.
Non fuggo più. Mi fermo, schiaccio il pulsante e con calma mi riguardo.
Riguardo il mio occhio più piccolo e quello più grande. Le mie labbra troppo grandi e imbronciate. Il mio naso lungo uguale a papà. Il mio pallore preoccupante per la paura del sole.

E le mie prime rughe.

Mi fermo.Scatto.Mi guardo.
E mi impongo.
Devi amarti.

Ed io mi amo adesso.
Mi amo anche se non sono riuscita a trovare esattamente la formula del vero pampulu pimpulu.

Anche se non sono perfetta.

Anche se non sono riuscita a distruggere tutti i microbi del mondo che ti hanno uccisa.

Anche se continuo a lavare i vestiti che ho indossato all’ospedale il tuo ultimo giorno.
Anche se non sono venuta dove riposi.
Che poi falla finita.Mica riposi. Compri scarpe in saldo al settanta per cento e sono tutte 41.

Tutte.

Nessun 36, 37, 39 .

Tutte 41.

Fortunata.
Sei.

Qui non le trovo mai.
Sarà un posto sicuramente più bello.E so che stai ridendo dicendomi “Patata!”.

Riesco a lamentarmi anche nella mia posizione. E’ a dir poco prodigioso, no?

Mi hai detto che ti ho insegnato ad amare il sushi, hello kitty, i nani da giardino, gli gnomi nella mia testa e nella lavatrice, le matite colorate, i fumetti, halloween, i travestimenti mentali.
Che ti ho divertito. Che ti ho fatto tanto divertire.

A tratti non mi diverto più ma poi mi ripeto :
maghetta.
Io sono una maghetta.

Ho fatto finta che tutto andava bene. Che saremo tornate  a casa. Sono stata brava. Ci hai creduto. Mi sono travestita e ti ho fregato!

Ci hai creduto.
Che avremmo finalmente finito di lisciare la parrucca. Ma i tuoi capelli che stavano ricrescendo.
E cielo.
sono patetica, lo so.
Ma gli gnomi scompaiono a volte.
E resta buio.
Resti tu morta.

 

Pampulu pimpulu.

Ritorni?

Io mi amo.
Io mi amo.
Io mio amo.
Io sto bene.

E tu no.
Ecco sto lavorando sul “e tu no”.
Di non farmene una colpa .
Se vivo.
Se metto il rossetto.
Se mi guardo.
Se sorrido.

Ed ecco cosa mi hai insegnato tu: ad amarmi. Ad amare la vita.

E sto cercando di disegnarti sull’erba rossa con le tue scarpe 41 e i tuoi capelli.
Ecco cosa mi ricorda exogenesis.
Il piano.
E il piano era solo quella bambina che suonava in quella stanza.
Con il gatto.
Ma adesso sei anche tu :
il piano.
Einaudi.
Hai voluto quello come colonna sonora.
“Einaudi che mi ricorda Iaia”.

Adesso a me il piano ricorda te.

 

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28 Risposte

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  1. Inachis Io said, on 02/02/2010 at 13:32

    Sono arrivato qui da twitter. Ho letto, commuovendomi. Volevo scappare in silenzio per non calpestare l’intimità e la tenerezza di questo post abitato dagli addii. Ma non ci sono riuscito: ti lascio un abbraccio, da sconosciuto, cercando almeno di togliere le scarpe (numero 43, tutte) e di entrare in punta dei piedi.

    Marco

  2. maghettastreghetta said, on 02/02/2010 at 13:36

    Marco piacere sono Giulia.
    Io sono un pò più sotto . Proprio sotto questo post ” A Day with Giulia”.
    Questa è un’altra; che ci viene a trovare raramente.

    Ma entrambe siamo felici di ospitare la tua delicatezza e il tuo 43.
    Un bacio grande.
    E l’abbraccio lo prendo tutto. Grazie.

  3. Inachis Io said, on 02/02/2010 at 13:39

    Cominciamo bene. Mi sono fatto depistare dalla storia delle 6 personalità, credevo fosse la numero 3.

  4. Valentina said, on 02/02/2010 at 13:53

    Ottesoro. Io sono qui e ti guardo in silenzio, perchè non c’è proprio niente da dire. Poi spalanco le braccia e ti stringo. Fortissimo.

  5. Vic said, on 02/02/2010 at 15:17

    Ciao! Sei invitata sul mio blog a mangiare una fetta di torta… prima che se la mangi tutta Duplo (che poi gli fa anche male, e mi tocca portarlo dal veterinario!!!)

    Vic

  6. Ireos said, on 02/02/2010 at 15:25

    Come al solito mi lasci senza parole. Quando abbandoni i momenti esilaranti sai essere di una delicatezza struggente. La stessa sognante malinconia che mi porto dentro, la voglia di amarsi e di riuscire ad amare il vuoto lasciato da Chi non c’è più.
    Anche quando quel “non c’è più” è riferito alla nostra infanzia.
    Amarlo, si. Perchè arriva un giorno in cui si riesce a guardare quel posto, che prima era corpo ed ora solo aria, con un sorriso talmente intimo che nessuno potrà mai vedere. Solo tu. Solo l’aria.
    Amati, perchè i gatti possono parlare e se gli gnomi scompaiono è solo per gioco, poi ritornano. Basta nascordersi ed aspettare.

    Ireos

  7. pani said, on 02/02/2010 at 16:17

    disorientante.
    la mia signorina aveva i capelli vaporosi, ricci e bianchi con uno spruzzo viola. E nessun gatto.
    Durava solo un’ora ma non avevo fretta di finire

  8. Scribacchiando said, on 02/02/2010 at 19:52

    Ho pensato a tante cose. Giuro. Ma non mi viene in mente nient’altro che stritolarti fortissimo. Non sentirti mai in colpa per essere così contagiosa di vita (neanche lei lo vorrebbe, ne sono strasicurissima).

  9. pastrugna said, on 02/02/2010 at 20:22

    te l’ho già detto e lo ripeto..persone come te sono più uniche che rare, e censurarti in qualche modo, per sensi di colpa insensati (ma normalissimi da provare..sono psicologa, lo saprò no?! ^^’), sarebbe puro sacrilegio. ridi quando ti viene da ridere, truccati se vuoi truccarti e sii folle ed esagerata quanto e quando vuoi senza colpevolizzarti, non è necessario perchè sono strasicura che in te c’è un pezzo di lei..ed essendo completamente te stessa è un pò come farla rivivere in te. lo so, è un pensiero contortissimo e l’italiano è al livello di george leonard del gf..ma insomma, io vivo nella convinzione che tutto quello che facciamo e tutte le persone che conosciamo contribuiscano a fare di noi ciò che siamo, tutto passa ma resta in noi (oltre che psicologa so’ pure un pò filosofa! ^__^).
    Un abbraccio, non forte, non fortissimo ma da boa constrictor!

    PS: se dopo l’abbraccio respiri ancora, ti prego di notare (non so se verrà così anche una volta pubblicato) che ben 4frasi cominciano con la C…ecco, giusto per fartelo sapere perchè so che non potevi vivere ignorando la cosa!

    una pioggia di bacini mia adorata

  10. pastrugna said, on 02/02/2010 at 20:22

    ecco appunto…non sono venute! 😦

  11. pastrugna said, on 02/02/2010 at 20:23

    ah e comunque…ti amo, sposami! ecco…mancava questo!

  12. Flo said, on 02/02/2010 at 20:36

    Questo è uno di quei post che vorresti non finisse mai, o che finisse subitoimmediatamente, mentre lo leggi. Non potevo stare in silenzio questa volta.
    Non potevo non dirti quanto sei speciale, sì.

  13. la camilla said, on 02/02/2010 at 21:55

    Ammoremiohellokittoso,

    voglio solo dirti che ti voglio bene come se ne vuole a una sorella (ma questo già lo sai) e che amo e adoro e sbaciucchio anche questa personalità che ogni tanto viene a trovarci.

    Ecco, io ci proverei anche a fare la cazzona e scriverti le mie solite stupidate, ma mi viene solo da stringerti forteforteforte perchè sei bella e sei qui.

  14. ceyotto said, on 03/02/2010 at 11:37

    Io ti abbraccio, mi limito a fare quello perchè quello che hai scritto è troppo tuo, troppo personale e troppo intenso per mettermi a dire una qualsiasi stronzata sentimentale, anchen se magari sentita. Ti letto e ti abbraccio.

  15. ceyotto said, on 03/02/2010 at 11:37

    Ok ti leggo -_- sapevo che comunque dovevo fare la figuraccia.

  16. maghettastreghetta said, on 03/02/2010 at 14:40

    Risponderò singolarmente dopo.
    Per la prima volta dopo cinque anni controllavo i commenti del blog sul cellulare. Pur essendo fuori casa.

    Per paura.
    E per l’inconscia voglia di essere coccolata, credo.
    E voi come sempre lo avete fatto.
    Sono fortunata. C’è poco da fare.
    Grazie
    Infinitamente grazie.
    Vi adoro.

  17. ilfastidi0 said, on 03/02/2010 at 17:19

    ….alla fine di tutto il post mi sono fermato a riflettere un attimo cercando le parole giuste….semmai ce ne fossero di abbastanza adeguate, ma non le ho trovate! Ho paura di spezzare questa specie di “incantesimo” che hai creato, ma – pur essendo l’addetto stampa (quanto mi piace sta cosa) – non avrei saputo descrivere meglio il tutto (non sapendo in pratica niente….ehehehe) e mi è tornata in mente una canzone (a proposito di musicalità) e ti copio un pezzo di testo:

    AFTERHOURS – Bye bye Bombay

    “Sai Mimì che la paura è una cicatrice
    Che sigilla anche l’anima più dura
    Non si può giocare con il cuore della gente
    Se non sei un professionista, ma ho la cura
    Io non tremo
    E’ solo un pò di me che se ne va…”

  18. Aisha said, on 03/02/2010 at 21:00

    Ci sono volte in cui i silenzi valgono + delle parole… a volte basta guardarsi negl occhi… e i miei ti direbbero tanto ora… Ridi Iuiù, amati, ama la vita… perchè se questo è quello che Lei ti ha insegnato, allora è solo così che Le dimostrerai il tuo amore e continuerai a farLa vivere.

    Ti abbraccio forte forte… con quella poca forza che mi rimane.
    :-*

  19. blackzun said, on 03/02/2010 at 23:37

    Non ti “conosco” ancora abbastanza per poter capire quello che hai scritto, però lasciami dire che leggendo questo post, ci sono rimasto un attimo a bocca aperta e l’ho dovuto leggere una seconda volta. Niente paura, mi è piaciuto e per quello che può servire questo mio commento, ti sono vicino

    (trovatemi uno/a che mi insegni l’italiano in maniera decente -.-)

  20. Paola said, on 04/02/2010 at 00:10

    ….letto tutto d’un fiato, come un tuffo in un mare profondo e trasparente, con la voglia di arrivare a scoprire il fondo e la sensazione di dover tornare subito su per non affogare….e sono tornata bambina con te e mi è sembrato di condividere sogni ed emozioni, ed è stato come essere in ospedale e tenerle la mano e poi forse non era lei, era qualcuno che si è portato via tanta parte di me. non mi ero mai sentita così in “comunione” con una persona che non ho nemmeno mai visto, e questo succede solo perché sei tu, perché sei Giulia. non so che dire, non vedo neanche i tasti mentre scrivo, ti voglio sinceramente bene (si può anche da lontano vero?) e ti abbraccio fortissimissimamente.
    Paola

  21. PiperitaPatty said, on 04/02/2010 at 15:23

    e dove sono le parole? non ci sono.. leggere queste bellissime parole mi ha fatto davvero commovere tanto.. vorrei scrivere tante cose, belle, bellissime, piene di amore e affetto, piene di coraggio, serenità e forza come un grande abbraccio.. ma non riesco a trovarle. Capisco quello che provi e ti giuro.. chiunque vorrebbe un’Amica come te, una Persona come te al suo fianco. Sei speciale, ma questo già lo sai.. non mi resta che provare a mandarti un abbraccio come quello che descrivevo prima. pieno di coraggio, serenità e forza..

    insieme ovviamente a mille milioni di bacetti saltellanti!!

    Lisa

  22. Vale Ce said, on 06/02/2010 at 22:28

    Non c’ero in quella stanza,ma c’ero..e per anni ti ho tenuta per mano mentre cercavamo di non calpestare quell’erba..E alla fine ci sei riuscita..perchè tu sei più di quella che ti illudi di essere, molto di più..e lei lo ha visto..ne ha goduto e sei stata la sua cura migliore..l’unica che ha funzionato..l’unica che ha migliorato la sua vita..Non puoi sentirti in colpa..l’hai resa felice..felice anche di andarsene con il ancora addosso il il calore del tuo abbraccio..Se mai potrò scegliere spero anche io di andarmene così…ti amo.

  23. maghettastreghetta said, on 08/02/2010 at 11:34

    Ho letto i vostri abbracci milioni di volte. Dal computer, dal cellulare, dal.
    So a memoria ogni vostro singolo commento e ve lo ripeterò*

    Da tutti questi stramaledettiadorabili aggeggi a mia disposizione. In tantissimi momenti diversi. Anche mentre qualcuno mi stava parlando di cose noiose.
    Facevo finta di controllare, mandare email e …
    e c’eravate voi.
    La notte prima di andare a letto.

    Chi mi conosce meno come l’adorabile Vale, Black,Pani, Flo
    e chi è stato sempre qui con me Cey, Pastrugna,Cami, Paola, Ireos, Chiara, Aisha, Patty, Fastidio..Ce. E quelli che sono rimasti in silenzio qui ma che in altri modi mi hanno raggiunto.

    E’ un torto anche dare un ordine per me. Chi prima.Chi dopo.Perchè vorrei indinstitamente abbracciarvi tutti. Senza un odine di “apparizione”,alfabetico o solo il cielo sa cosa.

    Mi sono lasciata cullare e dondolare. Mi avete disinfettato le ferite. E medicato.
    Come in tutti questi anni.
    Perchè se ho una certezza assoluta è che vi siete sempre sforzati di comprendermi.
    In ogni riga buffa o stupida che fosse. E ci siete riusciti a leggermi dentro. A darmi la chiave per guarire.
    E se sono guarita è anche per merito vostro.
    In quell’anche mi riservo di dare qualche piccolo merito a quell’insopportabile pelato.

    Un giorno spero che in quell’erba rossa noi tutti potremmo abbracciarci(*ripetendovi a memoria il vostro commento-email-messaggio-sms-mms)
    Perchè siete amici preziosi.
    E sono maledettamente fortunata ad avere voi.

    Grazie.
    e io davvero non so come fare ad esprimere la grandezza di questo Grazie.

  24. la camilla said, on 08/02/2010 at 23:38

    Ti adoro*

  25. Flo said, on 09/02/2010 at 13:40

    E tutti si commossero, chi più chi meno, chi di nascosto, chi palesemente.
    Parlando per me (almeno) sì, mi sono commossa.

    Grazie di ogni più piccola parola, ogni virgola, gli spazi e rabbids.

  26. maghettastreghetta said, on 09/02/2010 at 22:29

    Cami ti voglio bene

    Flo grazie a te.
    Davvero.
    Per le parole, la commozione che è mia .
    E che l’imbarazzo poi non .

    ecco non riesco e quindi :
    un bacio. grande.

  27. […] Il Post originale lo trovi qui […]

  28. […] quella frase  ”Io sono Maghetta”, che ti avevo scritto qui. Ce la fai a cliccare senza far esplodere una chiavetta? Quella frase mi cerca e tormenta c0me una […]


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